Cari fratelli e sorelle in Cristo, nel nostro cammino quaresimale celebriamo oggi San Cirillo di Gerusalemme, vescovo e dottore della Chiesa. Nato intorno al 313–315 vicino a Gerusalemme, fu formato nella comunità cristiana della Terra Santa e divenne vescovo molto giovane. Visse in tempi di forti conflitti teologici, specialmente durante la controversia ariana, soffrendo anche tre esili a causa delle divisioni nella Chiesa.
San Cirillo si distinse per le sue catechesi, con cui formava i nuovi cristiani nella fede. Egli ci insegna che la fede che vince non è improvvisata, ma formata. La Quaresima è tempo di tornare all’essenziale: conoscere davvero ciò che crediamo. I dubbi non devono essere ignorati, ma affrontati, perché il Signore stesso ci dice: “Cercate e troverete.”
Nel Vangelo, Gesù ci invita: “Rimanete in me.” Rimanere in Lui significa condividere tutto: ascoltare, amare, soffrire e vivere come Lui. Significa amare ciò che Egli ama—soprattutto la volontà del Padre—e rifiutare i falsi dèi del mondo: piacere, potere e ricchezza. Così Cristo dimora in noi e noi in Lui.
San Cirillo ci guida anche a comprendere il mistero dell’Eucaristia: ciò che appare non è ciò che è. Dopo la consacrazione, il pane e il vino sono realmente il Corpo e il Sangue di Cristo. La fede supera i sensi e ci conduce all’adorazione. Ricevendo l’Eucaristia con riverenza, diventiamo una cosa sola con Cristo. Per sua intercessione, il Signore rafforzi la nostra fede nel Santissimo Sacramento.
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