San Casimiro, principe di Polonia e Lituania, visse nel XV secolo in un ambiente di potere e ambizione politica, ma si distinse per pietà, purezza e carità. Pur destinato al governo, scelse una vita di preghiera, austerità e devozione alla Vergine Maria, preferendo la santità al prestigio terreno.
San Paolo scrive: «Ritengo che tutto sia una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo» (Filippesi 3,8). Casimiro incarnò queste parole, rinunciando a ricchezze e onori per cercare l’unione con Cristo. La Quaresima ci invita a chiederci a cosa siamo ancora attaccati e a rimettere Cristo al primo posto.
Il Salmo descrive l’uomo giusto che cammina nell’integrità e non si lascia corrompere. Casimiro visse questa giustizia anche in un contesto politico difficile, difendendo i poveri e rifiutando compromessi. La vera conversione tocca non solo il cuore, ma anche il modo in cui trattiamo gli altri.
Nel Vangelo Gesù dice: «Rimanete nel mio amore… Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi» (Giovanni 15,9.16). Casimiro rispose a questa chiamata con un amore fedele e concreto. Chiediamo anche noi un cuore ardente d’amore per Dio mentre camminiamo verso la Pasqua.
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