Le letture di oggi ci mostrano la resistenza del popolo di Dio alla grazia divina. Nel deserto, Israele si lamenta contro Dio e Mosè, dimenticando la liberazione ricevuta e cadendo nell’ingratitudine. Questo atteggiamento ci invita a riflettere su noi stessi, perché anche noi, nel seguire Cristo, possiamo essere tentati di mormorare e di dubitare.
Il segno del serpente innalzato da Mosè prefigura Cristo sulla croce. Come gli Israeliti trovavano guarigione guardando il serpente, così noi troviamo la salvezza guardando a Gesù innalzato, che rivela pienamente l’amore del Padre e la sua presenza costante.
Gesù manifesta la sua identità divina dicendo “Io Sono” e mostrando la sua perfetta unione con il Padre. Pur nella sua natura umana, egli è sempre unito al Padre e allo Spirito Santo, operando in perfetta comunione nella storia della salvezza.
Siamo dunque chiamati a esaminare la nostra vita: accogliamo davvero Cristo? Viviamo secondo la volontà del Padre? Con l’aiuto della Vergine Maria, chiediamo la grazia di seguire il Signore con fede e perseveranza, aprendoci pienamente alla sua grazia.
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