La prima lettura del profeta Isaia ci presenta la Parola di Dio che scende dal cielo come la pioggia e la neve, per fecondare la terra e compiere la missione per la quale è stata inviata. Questa immagine trova il suo pieno compimento in Gesù Cristo, il Verbo fatto carne, che è venuto nel mondo per portare vita e salvezza all’umanità.
Il Figlio di Dio ha realizzato perfettamente la volontà del Padre, offrendo la sua vita sulla croce e ritornando a Lui dopo aver compiuto l’opera della redenzione. In questo modo, ci ha mostrato che siamo chiamati a vivere in libertà, non come strumenti, ma come figli e figlie invitati a entrare in una relazione d’amore con Dio.
Nel Vangelo, Gesù ci insegna che la preghiera non consiste in molte parole, ma in un dialogo sincero con il Padre, che conosce già i nostri bisogni prima ancora che glieli presentiamo. Tuttavia, Egli desidera che ci rivolgiamo a Lui, non per necessità utilitaristiche, ma per coltivare una vera comunione con il suo amore.
Pregare significa quindi entrare in relazione con Dio, riconoscendo la sua presenza nella nostra vita e affidandoci alla sua volontà. Con l’intercessione della Regina del Cielo, possiamo crescere in questa amicizia con il Signore e vivere più pienamente il nostro cammino di fede.
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