In questa ultima settimana di Quaresima prima della Settimana Santa, la figura di Abramo emerge con grande forza. Dio cambia il suo nome e lo costituisce padre di una moltitudine di nazioni, non per i suoi meriti umani, ma per la sua fede e la sua fiducia totale nel Signore.
Nel Vangelo, Gesù afferma che chi osserva la sua parola non vedrà la morte, rivelando così la vita eterna che egli dona. Tuttavia, coloro che lo ascoltano non comprendono la sua identità e lo mettono in dubbio, incapaci di riconoscere che egli è più grande di Abramo, perché è il Figlio eterno di Dio.
La promessa fatta ad Abramo si compie pienamente in Cristo, attraverso il quale tutte le nazioni sono benedette. Chi accoglie Gesù entra a far parte del vero popolo di Dio, il nuovo Israele, fondato sulla fede e non sulla semplice appartenenza esteriore.
Anche noi siamo chiamati a vivere come figli e figlie di Abramo, imitando la sua fede e accogliendo pienamente Cristo nella nostra vita. Così potremo partecipare alla vita eterna che il Signore promette a coloro che rimangono fedeli alla sua parola.
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