Nelle letture di oggi intravediamo che cosa significhi realmente la conversione. In questo giorno dedicato in modo particolare alla Beata Vergine Maria, siamo invitati a coltivare un rapporto più profondo con la nostra Madre attraverso la preghiera del Santo Rosario e la sua presenza accanto a noi davanti al Santissimo Sacramento, mentre ci accompagna nel cammino verso una vera trasformazione del cuore.
Il profeta Isaia ci ricorda che la conversione non si esaurisce nei riti esteriori, ma implica la riparazione delle relazioni con Dio e con il prossimo. Pur praticando il digiuno e le osservanze religiose, il popolo continuava a vivere nell’ingiustizia e nell’indifferenza verso i bisognosi. Il vero cambiamento, invece, consiste nel condividere il pane con l’affamato e nel diventare strumenti di guarigione e di riconciliazione.
La conversione autentica, quindi, riguarda ciò che il peccato ha infranto nella società, nelle relazioni e persino nel nostro cuore, restituendoci una coscienza in pace e riconciliandoci con Dio e con la Chiesa. Il digiuno non è fine a se stesso, ma un mezzo per ristabilire la comunione e la carità tra i fratelli.
Nel Vangelo, Gesù chiama Matteo, il pubblicano, colui che era considerato un traditore. Tuttavia, agli occhi di Dio egli rimane un figlio amato, chiamato a lasciare l’ingiustizia e a condividere con gli altri. Così, attraverso la misericordia divina, ciò che era stato spezzato viene ricostruito, e anche noi, con l’aiuto della Vergine Maria, siamo invitati a vivere una conversione che ci renda veri figli e figlie di Dio.
Add comment
Comments