Fratelli e sorelle carissimi in Cristo, ci troviamo sulla soglia della Settimana Santa, e le letture di oggi non sono più soltanto preparatorie: tutto converge, la tensione cresce ed è ormai manifesta. Nel Vangelo vediamo come, dopo la risurrezione di Lazzaro (Gv 11,1–44), l’autorità e la potenza di Gesù suscitano paura nel cuore dei capi, riuniti nel Sinedrio (Gv 11,47–48). Essi percepiscono che qualcosa di decisivo sta accadendo.
Nel profeta Ezechiele, Dio promette di radunare il suo popolo disperso, di renderlo uno solo sotto un unico pastore, “il mio servo Davide” (Ez 37,24). Non si tratta solo di una restaurazione politica, ma di una purificazione interiore: “Io li purificherò” (Ez 37,23). Questa promessa si compie in Cristo, che insegna il vero senso della Legge, anche del sabato (cf. Mc 2,23–28; Lc 13,10–17), mostrando che il cuore del comandamento è il dono del riposo e della vita (Es 20,8–10).
Nel Vangelo, Caifa profetizza senza saperlo: “È meglio che un solo uomo muoia per il popolo” (Gv 11,50). E l’evangelista spiega che Gesù muore “per riunire insieme i figli di Dio dispersi” (Gv 11,52). Sulla croce, Cristo attira tutti a sé (Gv 12,32) e inaugura la nuova ed eterna alleanza, sigillata nel suo Corpo e nel suo Sangue (cf. Lc 22,20; 1Cor 11,25).
Oggi, in questo sabato dedicato alla Vergine Maria, impariamo da lei la via della fiducia. Maria, nuova Arca dell’Alleanza (cf. Lc 1,35.43; Ap 11,19–12,1), ci insegna ad accogliere Dio senza resistenza (Lc 1,38). Entrando nella Settimana Santa, chiediamo la grazia di rimanere con Cristo e di lasciarci radunare da Lui in unità, con un cuore docile e aperto alla sua volontà.
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