Nel Vangelo di oggi troviamo una parte molto toccante del discorso di addio che Gesù rivolge agli apostoli. Egli prega davanti a loro e ringrazia il Padre per avergli donato quegli uomini come un dono prezioso. Infatti Gesù dice: “Padre, essi sono il tuo dono per me.” E ancora: “Voglio che dove sono io siano anch’essi con me, perché contemplino la gloria che tu mi hai dato, perché mi hai amato prima della creazione del mondo.”
Ascoltiamo il modo in cui Gesù parla degli apostoli: come amici intimi, amici che ama profondamente. È quasi come un giovane che ringrazia i propri genitori per avergli permesso di stare con i suoi amici più cari. Eppure Gesù sa benissimo che, nel giro di poche ore, quegli stessi apostoli lo abbandoneranno. Lo aveva già annunciato durante l’Ultima Cena, citando il profeta Zaccaria: “Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse.” Ma al di là del peccato, della debolezza e della fragilità umana, Gesù vede qualcosa di bello in loro: il cuore dell’uomo che torna in sé, riconosce che Dio è tutto, ed è disposto a vivere e morire per questa verità.
Uno di questi uomini trasformati da Cristo fu Saulo, divenuto poi San Paolo. Nella lettura degli Atti di oggi vediamo Paolo davanti ai Sadducei e ai Farisei, due gruppi religiosi profondamente divisi tra loro. I Sadducei non credevano né agli angeli né alla risurrezione dei morti, mentre i Farisei sì. Paolo allora dichiara: “Fratelli, io sono fariseo, figlio di farisei. Sono chiamato in giudizio a motivo della speranza nella risurrezione dei morti.” E subito nasce una grande discussione tra i due gruppi, tanto che il comandante deve intervenire per salvare Paolo dalla folla inferocita.
Ma il dono più bello arriva durante la notte successiva. Ci viene detto: “La notte seguente il Signore gli disse: ‘Coraggio! Come hai testimoniato a Gerusalemme, così devi testimoniare anche a Roma.’” Fratelli e sorelle, il Signore conosce la nostra situazione. Lo Spirito Santo ci conduce talvolta attraverso prove, sofferenze e combattimenti interiori, proprio come Gesù fu condotto nel deserto per essere tentato. Ma è proprio lì che il nostro carattere viene purificato e fortificato. E come il Signore fu accanto a Paolo nei suoi ultimi giorni, così è sempre accanto a noi: ci ama, ci perdona, ci guarisce e ci guida verso la vita eterna.
Che Dio Onnipotente vi benedica per intercessione di San Paolo, di tutti i Santi, e soprattutto della Beata Vergine Maria. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
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