Nel Vangelo di oggi Gesù ci ricorda che non siamo noi ad aver trovato Lui per caso, ma è il Padre che per primo ci cerca e ci attira a Gesù. Poi Gesù ci rivela il volto del Padre e ci introduce in una relazione viva con Lui. Tutto nella nostra vita—famiglia, fede, eventi anche difficili—può diventare un modo attraverso cui il Padre ci conduce al Figlio.
Gesù parla con un’autorità nuova e sorprendente, chiamando Dio “Padre” in un modo che scandalizza i suoi ascoltatori. Egli afferma di conoscere il Padre e di venire da Lui, rivelandosi come il Figlio eterno. Chi crede in Lui ha la vita eterna. Questo prepara il grande discorso sul Pane della Vita: Gesù stesso si dona come nutrimento.
Nell’Eucaristia vediamo l’umiltà infinita di Dio: il Signore si nasconde sotto le apparenze del pane per avvicinarsi a noi senza incuterci paura, ma invitandoci con amore. È il Padre che ci accoglie in Cristo, per mezzo dello Spirito Santo, e ci nutre con la sua stessa vita.
Nella prima lettura, lo Spirito guida Filippo verso l’eunuco etiope, assetato di verità. Filippo, mandato dalla Chiesa, interpreta le Scritture e lo conduce al Battesimo. Anche noi siamo chiamati ad ascoltare lo Spirito, a testimoniare con verità e a guidare gli altri a Gesù, Pane di vita, che riempie il cuore di pace, gioia e forza.
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