Miei cari fratelli e sorelle in Cristo, nel Vangelo di oggi prosegue l’incontro tra Nicodemo e Gesù, tra un maestro della legge e Colui che è il supremo legislatore della legge, anche se Nicodemo ancora non lo riconosce pienamente. Gesù gli dice: “Dovete nascere dall’alto” (Gv 3,7), e aggiunge: “Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va. Così è chiunque è nato dallo Spirito” (Gv 3,8). Chi nasce di nuovo mediante il Battesimo è chiamato a passare dalle tenebre alla luce, dalla morte alla vita, dalla schiavitù alla libertà.
Ma questa nuova nascita deve essere coltivata. Il dono ricevuto nel Battesimo deve crescere e maturare nel cuore del cristiano, affinché egli diventi veramente il figlio o la figlia di Dio che è chiamato ad essere. Lo Spirito Santo ci guida, ci illumina, ci parla interiormente e ci offre la grazia necessaria per vivere secondo la nostra vocazione; ma noi dobbiamo essere docili, attenti e pronti ad ascoltare la sua voce.
Nella prima lettura vediamo cosa accade quando gli uomini seguono veramente lo Spirito Santo: “La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola” (At 4,32). Nessuno considerava sua proprietà ciò che possedeva, ma tutto veniva condiviso liberamente. Questo non era frutto di costrizione, ma di amore. Non era imposizione, ma generosità volontaria. Per questo la vita della prima comunità cristiana non è un modello di coercizione politica, ma una testimonianza di carità soprannaturale suscitata dallo Spirito Santo.
Anche per noi, e in modo particolare per noi Francescani, questa è un’immagine bellissima della vita a cui siamo chiamati: vivere con un cuore solo e un’anima sola, condividendo tutto per amore di Dio e dei fratelli. Possiate voi, rinati nel Battesimo, continuare a crescere nella libertà dei figli di Dio, lasciandovi guidare ogni giorno dalle ispirazioni dello Spirito Santo.
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