Fratelli e sorelle carissimi, la pace sia con voi. In questo tempo dell’Ottava di Pasqua continuiamo a gioire, perché la risurrezione del Signore è così grande che la Chiesa la celebra come se ogni giorno fosse Pasqua. Gesù risorto si rende presente ai suoi discepoli e dice: «Pace a voi» (Lc 24,36). Questa pace è il segno della sua presenza viva tra noi.
Nel Vangelo vediamo come Gesù apre la mente dei discepoli per comprendere le Scritture e mostra loro le sue mani e i suoi piedi, segni della sua passione e della sua vittoria sulla morte. Egli è il Signore della vita che ci accompagna nelle nostre difficoltà e ci conduce dalle tenebre alla luce della risurrezione, promettendoci una gioia eterna che supera ogni immaginazione.
Nella prima lettura, Pietro guarisce lo storpio alla porta Bella e poi si reca con lui nel portico di Salomone, luogo di insegnamento e incontro. Proprio lì, dove si ricordava la gloria antica d’Israele, Pietro annuncia che Gesù, «autore della vita», è risorto (At 3,15). Così la gloria del passato non viene negata, ma portata a compimento in Cristo.
Infine, Pietro invita tutti alla conversione: «Convertitevi dunque e cambiate vita» (At 3,19). La vera appartenenza al popolo di Dio nasce dalla fede e dall’ascolto di Cristo. Accogliamo dunque il Signore risorto nella nostra vita, perché Egli è con noi ora e per sempre, fino alla gioia eterna del cielo.
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