15a Settimana del Tempo Ordinario C – Domenica

Published on 12 July 2025 at 13:00

C'è una verità silenziosa che attraversa tutte le letture di oggi: Dio è vicino. Più vicino di quanto pensiamo. Eppure, molto spesso, viviamo come se fosse lontano: lassù nel cielo, al di là del mare, nascosto dietro strati di mistero. Ma non è così. È vicino. Proprio qui.

Mosè lo dice chiaramente nella prima lettura dal Deuteronomio: «Questo comandamento non è troppo misterioso o lontano per voi... è qualcosa di molto vicino a voi, già nella vostra bocca e nel vostro cuore; dovete solo metterlo in pratica». Sono parole confortanti ma anche stimolanti. Non dobbiamo scalare una montagna per trovare Dio, né attraversare un oceano per sentire la Sua voce. Dobbiamo solo fermarci e ascoltare, perché Lui sta già parlando: attraverso la Sua Parola, attraverso la nostra coscienza, attraverso le persone comuni che ci circondano.

Pensate a quante volte ci sfugge questo. Aspettiamo un grande segno o un momento perfetto. Potremmo pensare: «Quando sarò meno impegnato, pregherò di più» o «Quando mi sentirò più santo, allora tornerò a Dio». Ma Mosè ci ricorda che Dio sta già parlando: oggi, qui, ora. Non dobbiamo essere perfetti o avere tutto sotto controllo. Lui viene incontro a noi, sì, proprio nel mezzo delle nostre vite disordinate.

Paolo, nella seconda lettura dalla Lettera ai Colossesi, approfondisce ulteriormente questo concetto. Egli dice che Gesù è l'immagine del Dio invisibile e che «in lui tutte le cose sono tenute insieme». Tutto – le nostre gioie, le nostre lotte, persino le parti della nostra vita di cui non andiamo fieri – è tenuto insieme in Cristo. A volte, quando guardiamo il telegiornale o scorriamo i social media, sembra che il mondo stia cadendo a pezzi. Incendi, inflazione, violenza, divisioni. Ma Paolo ci dice che Gesù non sta semplicemente guardando passivamente da lontano. Egli tiene tutto nel Suo Cuore. Non è estraneo alla sofferenza. Con il sangue della Sua Croce, Egli ha portato la pace, non l'assenza di problemi, ma la promessa della Sua presenza in mezzo a tutto questo.

Poi arriviamo al Vangelo e a questa bella e familiare storia del Buon Samaritano. A Gesù viene chiesto: «Chi è il mio prossimo?». Ma in realtà, la domanda più profonda è: «Dov'è Dio?». La risposta arriva in modo inaspettato: Dio è vicino, in colui che giace nel fosso. È anche nel cuore di colui che si ferma per aiutare. Dio non ci aspetta solo sui banchi di una chiesa o nei momenti di preghiera silenziosa. È presente quando mostriamo misericordia. È lì quando scegliamo la compassione invece della convenienza. In altre parole, il nostro prossimo è chiunque incontriamo nel nostro cammino e che diventa un'altra opportunità per incontrare il Dio vivente tra noi.

Recentemente ho letto la storia di un uomo di Toronto che una mattina piovosa ha notato qualcuno che dormiva sulla soglia di un negozio. Invece di passare oltre, si è fermato, ha comprato un caffè e un panino e ha semplicemente detto: "Tu sei importante". Quella persona è scoppiata in lacrime, non solo per il cibo, ma perché qualcuno l'aveva vista, aveva riconosciuto la sua dignità. Questo è il tipo di amore di cui parla Gesù. Il samaritano non si è limitato a provare compassione per quell'uomo, ma si è impegnato in prima persona. Ha fatto spazio nella sua giornata e nella sua vita per qualcuno che aveva bisogno di lui.

Quindi oggi ricordiamoci che Dio non è lontano. Non è una voce lontana o un'idea vaga. È vicino come il tuo prossimo respiro, vicino come la persona seduta accanto a te, presente come il grido di qualcuno che ha bisogno. Non c'è bisogno di attraversare un mare o scalare una montagna. Basta aprire il cuore. Rivolgiti al Signore nel tuo bisogno e vivrai.

E quando oggi uscirete dalla Messa, chiedete a Dio di aiutarvi a notare dove sta già operando: nella vostra famiglia, sul vostro posto di lavoro, nel vostro quartiere. E poi, come il Buon Samaritano, e secondo le parole del nostro prezioso Signore Gesù, «andate e fate lo stesso».

Amen.


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