Martedì – 3ª Settimana del Tempo Ordinario – A

Published on 26 January 2026 at 13:00

Nelle letture di oggi, la nostra attenzione è attirata sull’Arca dell’Alleanza, il luogo della presenza di Dio in mezzo al suo popolo. L’Arca, rivestita d’oro purissimo all’interno, era il segno concreto che Dio desiderava abitare tra gli uomini, anticipando profeticamente quel grembo immacolato, puro come l’oro più fino, che avrebbe portato in sé il Verbo fatto carne. L’Arca diventa così una figura perfetta di Maria, preservata dal peccato e resa degna di accogliere il Santo dei santi.

La prima lettura ci racconta che Davide fece salire l’Arca dalla casa di Obed-edom alla Città di Davide, Gerusalemme, tra canti e feste (2 Sam 6:10–12). Obed-edom non è una figura marginale: la Scrittura insiste su di lui perché è un uomo capace di custodire la presenza di Dio con timore e riverenza. Per questo motivo, “il Signore benedisse Obed-edom e tutta la sua casa” (2 Sam 6:11). L’Arca rimase nella sua dimora per circa tre mesi, e proprio questo dettaglio ci prepara a riconoscere un compimento ancora più grande nel Vangelo.

Nel Vangelo di Luca, Maria, la nuova Arca dell’Alleanza, si reca da Elisabetta e rimane con lei per circa tre mesi (Lk 1:56). Come Davide esultava davanti all’Arca, così Elisabetta gioisce alla presenza di Maria, e il bambino nel suo grembo sussulta. Gesù stesso, nel Vangelo di oggi, proclama beata sua Madre non solo per averlo generato, ma per aver compiuto perfettamente la volontà del Padre (Mt 12:50). Questa è la vera grandezza di Maria: l’umiltà, la fede, il suo sì totale a Dio. Che il Signore, ora presente nei tabernacoli delle nostre chiese e nei nostri cuori, renda anche il nostro cuore una dimora degna di Lui, puro e aperto alla sua grazia.


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