In questa domenica, tutta la Liturgia ci conduce verso un’immagine centrale della Scrittura: l’Agnello di Dio, innocente e senza macchia. Giovanni Battista, vedendo Gesù venire verso di lui al Giordano, riconosce in Lui una purezza e una santità uniche, e proclama che Egli è l’Agnello che toglie il peccato del mondo. In quel momento, si manifesta il cuore stesso della missione di Cristo.
Questa figura dell’Agnello attraversa tutta la storia della salvezza. Nell’Esodo, il sangue dell’agnello senza difetto salva il popolo dalla morte e apre la via alla liberazione; in Genesi, Isacco porta il legno del sacrificio sulle spalle, mentre Dio promette che sarà Lui stesso a provvedere l’Agnello. Isacco viene risparmiato, ma il Padre eterno, per amore nostro, non risparmia il Suo Figlio, che diventa il vero Agnello offerto per la salvezza del mondo.
Questo mistero è anche un serio richiamo per noi, che riceviamo così spesso la misericordia di Dio nei sacramenti. Siamo chiamati a vivere in modo coerente con il dono che riceviamo, sapendo che il Signore è paziente e misericordioso, e ci prepara a una vita nuova. L’Agnello di Dio ha vinto il peccato e la morte, e ora regna nella gloria: per questo possiamo vivere nella pace, nella speranza e nella fiducia.
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