Nella Messa di oggi incontriamo una lettura che ha messo in difficoltà molti fedeli, perché parla della distruzione degli Amaleciti. A prima vista, questa pagina sembra entrare in contrasto con il comandamento di amare i nemici. Tuttavia, letta nel suo contesto, essa rivela una verità più profonda: nell’antico Israele tutto ciò che conduceva il popolo al peccato doveva essere eliminato senza compromessi. Quando Saul risparmia il re, il bestiame e parte del popolo, sta in realtà dicendo a Dio che è disposto a rinunciare solo a una parte del peccato, e questo porta alla rovina.
Il testo non è dunque un elogio della violenza, ma un forte richiamo a non giocare con il peccato e con le vecchie abitudini che dovrebbero essere lasciate alle spalle. È come una persona sposata che continua a vivere come se fosse single, cercando giustificazioni e compromessi. Lo stesso vale per ogni vocazione: nel matrimonio, nella vita consacrata, nel sacerdozio. Gesù lo spiega chiaramente nel Vangelo parlando della stoffa nuova su un vestito vecchio e del vino nuovo negli otri vecchi: la vita nuova in Cristo non può convivere con la vita di prima.
La vera conversione significa lasciare il peccato, non tenerlo nascosto nel cuore. Il Signore vuole liberarci completamente, ma chiede la nostra collaborazione. Per questo siamo invitati a lasciarci creare un cuore nuovo, capace di andare avanti senza voltarsi indietro, come ci ricorda anche la storia della moglie di Lot. Sono ammonimenti severi ma misericordiosi, che ci chiamano ad abbracciare la vita della grazia e della virtù. Per intercessione della Beata Vergine Maria, il Signore vi conceda forza, fedeltà e perseveranza nel cammino della santità. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Add comment
Comments