In questa prima Domenica di Quaresima, le letture ci invitano a riflettere sulla caduta dei nostri primi genitori e sulla natura della tentazione. Dio ha formato l’uomo dalla polvere della terra e gli ha infuso il soffio della vita, ricordandoci che la nostra esistenza è orientata verso il ritorno a Lui, da cui proviene ogni vita.
Nel giardino dell’Eden, Adamo ed Eva ricevettero ogni bene necessario, ma furono chiamati anche a fidarsi della Parola di Dio. La loro caduta non consiste soltanto nella disobbedienza, ma nella mancanza di fiducia verso il comando divino, scegliendo ciò che appariva desiderabile invece di affidarsi alla volontà del Signore.
Attraverso il peccato entrò la divisione tra l’umanità e Dio, ma già fu promessa la redenzione. San Paolo ci ricorda che se il peccato di uno solo ha portato la morte a molti, quanto più la grazia di Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, può portare vita, restaurazione e speranza al mondo.
Maria, la Nuova Eva, risponde con umiltà alla Parola di Dio, diventando modello di fiducia e obbedienza. Anche Cristo, nel deserto, affronta la tentazione rimanendo unito al Padre attraverso la preghiera, insegnandoci che solo restando uniti a Dio possiamo resistere al male e diventare strumenti della sua grazia.
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