Cari fratelli e sorelle in Cristo, le letture di oggi, tratte dal profeta Isaia, dal Salmo 51 e dal Vangelo di Matteo, ci parlano del sacrificio e della penitenza del digiuno. Durante la Quaresima, la Chiesa ci raccomanda tre pratiche penitenziali: la preghiera, il digiuno e l’elemosina, con la preghiera come priorità, affinché tutto ciò che facciamo sia compiuto per il Signore, nel Signore e con il Signore.
Nella prima lettura, il Signore rimprovera il popolo attraverso il profeta Isaia per un digiuno che è solo esteriore, mentre continuano a compiere ingiustizie verso il prossimo. Dio ricorda loro che il vero digiuno consiste nel liberare gli oppressi, condividere il pane con l’affamato, accogliere i senzatetto e vestire chi è nudo, vivendo una carità concreta verso i fratelli e le sorelle.
Nel Vangelo, Gesù viene interrogato sul digiuno e risponde che gli invitati a nozze non possono digiunare finché lo sposo è con loro. Tuttavia, verranno giorni in cui lo sposo sarà tolto, e allora digiuneranno. Il digiuno autentico ci aiuta ad avvicinarci a Dio e a ricevere la forza, la sapienza e l’amore necessari per sostenere coloro che sono nel bisogno.
Il Signore rimane con noi, soprattutto nell’Eucaristia, e non ci abbandona mai, ma attendiamo con speranza il giorno in cui lo vedremo faccia a faccia. Fino ad allora, il nostro digiuno deve aprire il cuore agli altri e renderci strumenti della misericordia di Dio, mentre, per intercessione della Beata Vergine Maria, chiediamo la benedizione dell’Onnipotente su di noi. In nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
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