In questo mercoledì della 3a Settimana di Avvento A, la liturgia ci conduce a contemplare il tema centrale del Regno di Dio che dura per sempre. La benedizione di Giacobbe su Giuda non è solo paterna, ma regale e profetica: “Lo scettro non si allontanerà da Giuda.” Prima ancora che sorgessero imperi e potenze, Dio annunciava il Re eterno. L’immagine del leone indica regalità, autorità e stabilità, e prepara la rivelazione del Messia.
Le visioni del profeta Daniele mostrano come i grandi regni della storia — babilonese, persiano, greco e romano — siano stati potenti ma temporanei. Essi sono sorti e sono caduti. Ma Daniele annuncia un quinto regno, non costruito da mano d’uomo, che “non sarà mai distrutto” e che porrà fine a tutti gli altri.
Il Vangelo di Matteo collega questa promessa alla genealogia di Gesù, che attraversa l’esilio, il crollo delle monarchie e il dominio di Roma. Anche quando i troni scompaiono, la promessa di Dio resta viva. Gesù nasce senza eserciti né palazzi, ma come il vero Re, fedele alla promessa fatta a Giuda.
Il suo Regno non è di questo mondo, ma vive già nei cuori di coloro che gli appartengono. Avvicinandoci al Natale, siamo invitati a riconoscerci cittadini di questo Regno eterno, fondato non sulla forza, ma sulla fedeltà di Dio che ci conduce alla vita eterna.
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
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