Nelle letture di oggi contempliamo il compimento dell’opera di Salomone, quando il Tempio viene finalmente costruito per accogliere l’Arca dell’Alleanza, segno della presenza di Dio in mezzo al suo popolo. Dopo il desiderio espresso da Davide di edificare una dimora degna per il Signore, Dio stabilisce che sarà suo figlio a realizzare questa opera. Il trasferimento solenne dell’Arca dalla Città di Davide, Sion, a Gerusalemme manifesta una tappa decisiva nella storia della salvezza: Dio sceglie di abitare in mezzo al suo popolo, pur non potendo essere contenuto da mani umane.
L’Arca custodiva la manna, il bastone di Aronne e le tavole della Legge, segni che prefigurano una realtà ancora più grande. Questa nuova Arca è Maria, nel cui grembo il Figlio di Dio assume la nostra natura umana. Gesù è il vero Pane disceso dal cielo, il Sommo Sacerdote e la Parola fatta carne. Il Tempio di Salomone, pur grandioso, era destinato a passare; la sua funzione era preparare l’umanità all’incontro con Colui che è più grande del Tempio stesso.
Ora la presenza di Dio non è più legata a un solo luogo: essa si estende a ogni tabernacolo nel mondo, a ogni altare dove si rende presente l’unico sacrificio di Cristo. Il Signore continua a camminare in mezzo a noi, a guarire e a salvare. Affidandoci all’intercessione di Maria, la nuova Arca dell’Alleanza, chiediamo che il Signore benedica le nostre famiglie e dimori nei nostri cuori come nel suo santo Tempio.
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