Cari fratelli e sorelle in Cristo, pace a voi. In questi primi giorni del nuovo anno 2026, la Chiesa ci dona la grazia di contemplare il Nome meraviglioso del nostro Signore e Salvatore, Gesù Cristo.
Nel Vangelo secondo san Luca ascoltiamo che, «compiuti gli otto giorni, gli fu imposto il nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima di essere concepito nel grembo» (Lc 2,21). Questo ci ricorda che il Nome di Gesù non nasce da una scelta umana, ma viene da Dio stesso: l’angelo ne è solo il messaggero. San Paolo, nella Lettera ai Filippesi, ci aiuta a comprenderne il significato profondo, quando parla dell’abbassamento di Cristo e poi della sua glorificazione: «Dio gli donò il Nome che è al di sopra di ogni nome», davanti al quale ogni ginocchio si piega e ogni lingua proclama che Gesù Cristo è il Signore.
Se Dio stesso dà un Nome al Figlio che condivide la sua natura divina, quale Nome poteva essere se non “Salvatore”? Gesù è il Salvatore di tutta l’umanità. La devozione a questo Nome santissimo fu diffusa in modo particolare da san Bernardino da Siena, e per questo il 3 gennaio la Chiesa, e in modo speciale la Famiglia Francescana, ne celebra la festa. Ma dobbiamo ricordare che il Nome di Gesù non è una formula magica: è una Persona viva. Invocare il suo Nome significa entrare in relazione con Lui, vivere nella sua presenza e nella comunione con il Padre e lo Spirito Santo. Attraverso il santissimo Nome di Gesù, e per l’intercessione della Beata Vergine Maria, il Signore vi colmi di ogni benedizione. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Add comment
Comments