Miei cari fratelli e sorelle in Cristo, oggi celebriamo la memoria della Beata Vergine Maria del Rosario. Il Rosario è una delle preghiere più familiari della Chiesa Cattolica, ma proprio perché ci è così familiare, possiamo dimenticare quanto sia straordinaria. Non è apparso improvvisamente nella forma che conosciamo oggi, ma si è sviluppato gradualmente nella vita di preghiera della Chiesa. I monaci pregavano i centocinquanta Salmi e molti cristiani, soprattutto coloro che non sapevano leggere, desideravano qualcosa di simile per la loro devozione. Così si sviluppò la pratica di offrire centocinquanta preghiere, che divennero poi centocinquanta Ave Maria. Per questo il Rosario venne chiamato anche il Salterio della Madonna.
La stessa Ave Maria è profondamente radicata nella Scrittura. Ripetiamo le parole dell'angelo Gabriele: “Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te” (Luca 1,28). E poi quelle di Elisabetta: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo” (Luca 1,42).
Ma la cosa più importante da comprendere è questa: il Rosario non riguarda principalmente la Madonna. Riguarda Gesù, contemplato con l'aiuto della Madonna. San Giovanni Paolo II disse: “Il Rosario, pur caratterizzato dalla sua fisionomia mariana, è preghiera dal cuore cristologico.” E ancora: “Recitare il Rosario, infatti, non è altro che contemplare con Maria il volto di Cristo.”
Maria ci accompagna attraverso il Vangelo. Nell'Annunciazione ci mostra il Verbo che si fa carne. A Betlemme ci mostra la povertà di Dio. A Cana ci dice: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela” (Giovanni 2,5). Sul Calvario ci insegna a rimanere accanto alla croce. A Pentecoste è presente con la Chiesa nell'attesa dello Spirito Santo.
Per questo il Rosario non dovrebbe mai diventare semplicemente cinquanta preghiere recitate il più velocemente possibile. La ripetizione ha uno scopo. L'Ave Maria diventa quasi come una musica di sottofondo mentre il cuore guarda Gesù. Nell'Annunciazione, guardatelo. A Betlemme, guardatelo. Nel Getsemani, rimanete con Lui. Sul Calvario, state accanto a Lui. A Pasqua, gioite in Lui e nella Sua vittoria sulla morte.
Miei cari fratelli e sorelle, possiamo studiare Gesù, predicare su Gesù, insegnare teologia su Gesù e celebrare ogni giorno i Suoi misteri. Eppure rimane sempre il pericolo che Gesù diventi il soggetto del nostro lavoro invece della Persona che amiamo.
Il Rosario ci riporta a Lui. Non è semplicemente pregare Maria. È contemplare Gesù con Maria. Per la sua intercessione e attraverso la potenza del Santissimo Rosario, possa ella ottenere per noi un amore rinnovato per il Signore nostro Dio, che è tutto buono e degno di tutto il nostro amore.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Andate in pace.
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