Miei cari fratelli e sorelle in Cristo, pace a voi. Oggi celebriamo la memoria di San Girolamo, un santo la cui vita fu interamente dedicata alla Parola di Dio. Nato intorno all'anno 347 a Stridone, ricevette un'eccellente formazione a Roma e, dopo un periodo di vita ascetica in Oriente, fu ordinato sacerdote. Si stabilì infine a Betlemme, dove trascorse circa gli ultimi trent'anni della sua vita studiando, traducendo e commentando la Sacra Scrittura.
La sua conoscenza del latino, del greco e dell'ebraico gli permise di produrre le traduzioni e revisioni bibliche che divennero fondamentali per la Vulgata latina. Morì a Betlemme intorno all'anno 420. La sua famosa convinzione, “l'ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo,” riassume magnificamente tutta la sua vita.
Le letture di oggi sono particolarmente appropriate per San Girolamo. San Paolo dice a Timoteo: “Rimani saldo in quello che hai imparato e che credi fermamente, perché sai da chi l'hai appreso e conosci le sacre Scritture fin dall'infanzia: queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene mediante la fede in Cristo Gesù” (2 Timoteo 3,14–15).
Miei cari fratelli e sorelle, la Sacra Scrittura non ci viene data semplicemente per aumentare la nostra conoscenza. Ci viene data perché possiamo conoscere Cristo e lasciarci trasformare da Lui. Fin dalla nostra infanzia, attraverso la Messa e la proclamazione della Parola di Dio, abbiamo ascoltato ciò che Cristo disse, ciò che insegnò e come visse. Tutto questo deve plasmare la nostra spiritualità e, di conseguenza, la direzione della nostra vita.
Nel Vangelo Gesù dice: “Il regno dei cieli è simile anche a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci” (Matteo 13,47). La Parola di Dio, quindi, non soltanto consola. Giudica, corregge e, soprattutto, ci chiama alla conversione. Ci invita a permettere allo Spirito Santo di continuare a trasformare le nostre anime.
Gesù poi domanda ai discepoli: “Avete compreso tutte queste cose?” Essi rispondono: “Sì,” ed Egli continua: “Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche” (Matteo 13,51–52).
Questa immagine potrebbe quasi descrivere San Girolamo stesso: uno scriba cristiano che attinge agli antichi tesori della Scrittura e li offre nuovamente alla Chiesa.
Anche San Francesco comprese che la Parola di Dio deve essere vissuta. Quando ascoltò il Vangelo nel quale Gesù manda i Suoi discepoli in povertà (Matteo 10,9–10), Francesco disse: “Questo voglio, questo chiedo, questo bramo di fare con tutto il cuore.”
Questa deve essere anche la nostra risposta alla Parola di Dio: non soltanto conoscerla, ma viverla. Perché soltanto Gesù, come ci ricorda San Pietro, “ha parole di vita eterna” (Giovanni 6,68).
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Andate in pace, ringraziando il Signore.
Add comment
Comments