Nelle letture della Santa Messa di oggi troviamo un filo molto forte che le unisce: Dio ci affida la sua vigna e il suo gregge, non perché serviamo noi stessi e i nostri interessi, ma perché lavoriamo per gli altri e li aiutiamo ad entrare nel suo Regno.
La prima lettura sottolinea la responsabilità. Il Vangelo sottolinea il lavoro. E il Salmo ventitré ci mostra il modello: Dio stesso è il Buon Pastore.
Ezechiele parla soprattutto contro i capi d'Israele, i re, i governanti, i sacerdoti e tutti coloro ai quali era stata affidata la cura del popolo di Dio. Il loro peccato consisteva nell'utilizzare il gregge per se stessi. Il Signore dice: «Vi nutrite di latte, vi rivestite di lana, ma non pascolate il gregge» (Ezechiele 34,3).
Questa parola riguarda sacerdoti, vescovi, superiori religiosi, genitori, insegnanti e chiunque abbia ricevuto la responsabilità di prendersi cura degli altri. Ma riguarda anche ogni cristiano. Attraverso il battesimo, infatti, a ciascuno di noi è stata affidata una parte della vigna di Dio.
Possiamo allora domandarci: ho rafforzato chi era debole? Ho aiutato chi era ferito? Ho cercato qualcuno che si era allontanato? Oppure ultimamente mi sono preoccupato soltanto di me stesso?
Nel Vangelo l'immagine cambia. Non abbiamo più il pastore e il gregge, ma il padrone e gli operai nella vigna. Il padrone continua ad uscire durante tutta la giornata per cercare lavoratori. Dio non vuole che rimaniamo inattivi quando c'è tanto lavoro da fare nella sua vigna.
San Francesco metteva in guardia i suoi frati contro l'ozio. Nel suo Testamento scrive: «Io lavoravo con le mie mani e voglio lavorare.» E nella Regola chiede ai frati di lavorare «con fedeltà e devozione». La preghiera doveva diventare vita, servizio e amore concreto verso il prossimo.
Gesù continua a ripetere anche a noi: «Andate anche voi nella mia vigna» (Matteo 20,4). Lo dice al sacerdote, al religioso, alla madre e al padre, al giovane, all'anziano, al professionista e anche al malato che può offrire la propria preghiera e sofferenza.
Miei fratelli e sorelle, ricordiamoci che essere chiamati da Dio a lavorare nella sua vigna è un onore e una grazia. È una benedizione poter seguire Gesù e servirlo nei nostri fratelli e sorelle.
Forse comprenderemo pienamente il valore di tutto questo soltanto quando chiuderemo gli occhi in questa vita e li apriremo nell'altra. Allora comprenderemo quanto Dio ci ha sempre amati e quante grazie ci ha donato.
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
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