Mercoledì – 13ª Settimana del Tempo Ordinario – Anno A

Published on 30 June 2026 at 13:00

Mentre celebriamo la Santa Messa in questo mercoledì della 13ª Settimana del Tempo Ordinario, le letture ci offrono una riflessione molto bella. Dio non si accontenta di una religione fatta soltanto di pratiche esteriori, ma desidera trasformare il nostro cuore e tutta la nostra vita. Dove Cristo regna veramente, il male viene sconfitto e nasce quella vita autentica che il Signore ha sempre desiderato per ciascuno di noi.

Nella prima lettura ascoltiamo il profeta Amos, che predica nell'VIII secolo prima di Cristo, in un periodo di grande prosperità economica nel Regno del Nord. Esteriormente Israele sembrava una nazione benedetta, ma sotto quella ricchezza si nascondevano corruzione, ingiustizia, sfruttamento dei poveri e una profonda ipocrisia religiosa. È una situazione che, purtroppo, ritroviamo ancora oggi in tante parti del mondo. Il popolo continuava ad offrire sacrifici e a celebrare le feste religiose, ma la sua vita quotidiana era lontana da Dio. Per questo il Signore proclama: «Scorra invece come acqua il diritto e la giustizia come un torrente perenne» (Am 5,24). Il vero culto non rimane dentro il tempio, ma trasforma il modo in cui viviamo, amiamo e trattiamo gli altri.

Nel Vangelo Gesù attraversa il lago ed entra nella regione dei Gadarèni, dove incontra due uomini posseduti dai demòni. Essi vivono tra i sepolcri, isolati da tutti e privati della loro dignità. È significativo che proprio i demòni riconoscano immediatamente Gesù come Figlio di Dio. Con una sola parola, il Signore li libera completamente, manifestando che nessuna forza del male può resistere alla sua autorità. È davvero impressionante, soprattutto se pensiamo che gli esorcismi, nella vita della Chiesa, possono richiedere mesi o persino anni di preghiera. Davanti a Gesù, invece, il male è sconfitto immediatamente.

La parte più triste del Vangelo, però, è la reazione degli abitanti del luogo. Invece di gioire per la liberazione di quei due uomini, si preoccupano soprattutto della perdita dei loro porci e chiedono a Gesù di andarsene. Quanto è facile anche per noi dare più valore ai beni materiali, ai nostri interessi o alle nostre comodità, piuttosto che all'opera di Dio nella vita delle persone.

Le due letture ci invitano quindi ad un sincero esame di coscienza. Possiamo essere persone religiose, partecipare alla Messa e pregare ogni giorno, ma permettiamo davvero al Signore di cambiare il nostro cuore? Gesù non è morto soltanto per perdonare i nostri peccati: è risorto e continua ad essere realmente presente nell'Eucaristia. Ci attende nel tabernacolo per illuminarci, guarire le nostre ferite interiori e liberarci da tutto ciò che ci impedisce di vivere pienamente. Torniamo sempre a Lui, perché solo Lui può donarci quella vita in abbondanza che è venuto a portarci.


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