8a Settimana del Tempo Ordinario A – Martedì – Memoria di San Filippo Neri, Sacerdote

Published on 25 May 2026 at 13:00

Cari fratelli e sorelle in Cristo, pace a voi. Spero abbiate vissuto una Pentecoste santa e benedetta. Dopo aver celebrato il dono dello Spirito Santo, oggi la Chiesa ci presenta una figura straordinaria che ha incarnato in modo luminoso la vita nello Spirito: San Filippo Neri, conosciuto come l’“Apostolo di Roma”. Uomo di preghiera, di gioia e di carità, attirava le persone a Cristo non con durezza, ma con amicizia, semplicità e amore autentico.

San Filippo aveva una devozione profondissima allo Spirito Santo e all’Eucaristia. Durante una preghiera intensa nelle Catacombe di San Sebastiano, visse una straordinaria esperienza mistica: sentì come un fuoco entrare nel suo petto, e dopo la sua morte si scoprì che il suo cuore aveva fisicamente dilatato le sue costole. Questo divenne il simbolo della sua santità: un cuore realmente allargato dall’amore divino.

La prima lettura ci dice: “Siate santi, perché io sono santo” (1Pt 1,16). San Filippo ci mostra che la santità non è tristezza o rigidità, ma una vita trasformata dalla grazia. Egli insegnava che la santità deve toccare tutto: le amicizie, le conversazioni, i momenti quotidiani, persino la gioia e il sorriso. Allo stesso tempo, metteva in guardia contro una fede superficiale e contro l’orgoglio spirituale.

Nel Vangelo, Pietro ricorda di aver lasciato tutto per seguire Cristo. Anche San Filippo lasciò onori, sicurezza e prestigio, rifiutando persino alte cariche ecclesiastiche per restare umile davanti a Dio. Eppure, insieme alle benedizioni, visse anche incomprensioni e persecuzioni. Ma lo Spirito Santo gli donò una gioia che nessuna sofferenza riuscì a spegnere. Se anche noi ascolteremo la voce dello Spirito e vivremo secondo i suoi suggerimenti, troveremo una gioia che il mondo non può dare.


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