Martedì – XXVIII Settimana del Tempo Ordinario – A

Published on 12 October 2026 at 13:00

Miei cari fratelli e sorelle in Cristo, pace a voi. Le letture di oggi ci presentano un messaggio profondo: Cristo è venuto a liberarci non soltanto dalle sofferenze esteriori, ma soprattutto dalla schiavitù che può esistere dentro il nostro cuore. San Paolo proclama: “Cristo ci ha liberati per la libertà! State dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù” (Galati 5,1). Paolo si rivolge ai cristiani che pensavano di dover osservare anche le prescrizioni della Legge mosaica, soprattutto la circoncisione, per essere giustificati davanti a Dio. Ma la salvezza non è qualcosa che possiamo guadagnare attraverso le pratiche religiose. È sempre un dono della grazia di Dio, che siamo chiamati ad accogliere e con la quale dobbiamo collaborare mediante la fede in Gesù Cristo. Gesù è la chiave che ci apre le porte del cielo. Senza di Lui non potremmo entrare nella vita eterna.

San Paolo non condanna la Legge ebraica in sé, ma ci mette in guardia dal confidare nelle osservanze esteriori più che nella nostra relazione d'amore con Cristo. Possiamo osservare tutte le pratiche religiose e tuttavia non avere amore nel cuore. Possiamo preoccuparci che tutto sia perfetto all'esterno, mentre dentro di noi rimangono rabbia, orgoglio e risentimento. San Paolo ci ricorda: “Se non avessi la carità, non sarei nulla” (1 Corinzi 13,2). Nel Vangelo, Gesù viene invitato a pranzo da un fariseo, che si meraviglia perché il Signore non compie il lavaggio rituale prima di mangiare. Gesù risponde: “Voi farisei pulite l'esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria” (Luca 11,39). Gesù non condanna la pulizia o le osservanze religiose. Ci insegna che la correttezza esteriore non significa necessariamente santità interiore.

Fratelli e sorelle, possiamo andare a Messa ogni giorno, recitare tante preghiere, digiunare e osservare tutte le tradizioni religiose, ma rimanere prigionieri dell'orgoglio, della gelosia, dell'avidità o della mancanza di carità. Pensiamo anche a quando le nostre convinzioni politiche ci portano a sviluppare ostilità verso determinati gruppi di persone. Possiamo essere persone di preghiera e dimenticare che Gesù ci ha comandato: “Amate i vostri nemici” (Matteo 5,44). Dobbiamo scegliere se ascoltare veramente Cristo oppure continuare a vivere una religiosità soltanto esteriore.

San Francesco d'Assisi ci offre un bellissimo esempio. Da giovane era affascinato dalle ricchezze, dai vestiti eleganti, dal prestigio sociale e dal sogno di diventare cavaliere. Esteriormente sembrava avere tutto, ma interiormente non aveva ancora scoperto la libertà che soltanto Cristo poteva donargli. Questa è la mia preghiera per ciascuno di noi: che possiamo conoscere sempre più profondamente questa libertà, crescendo ogni giorno nella nostra relazione con Gesù. Chiediamogli un cuore nuovo, contrito e umile, capace di amare con il Suo amore misericordioso.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Andate in pace.


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