Martedì – XXI Settimana del Tempo Ordinario – A

Published on 24 August 2026 at 13:00

Nelle letture di oggi riceviamo due diversi avvertimenti, uno da San Paolo e uno dal Signore stesso. Il primo riguarda i falsi insegnamenti; il secondo riguarda una vita falsa, una duplicità nel nostro modo di vivere.

Nella prima lettura, San Paolo scrive ai Tessalonicesi dopo aver già sofferto molto per il nome di Gesù Cristo. Era stato perseguitato, cacciato da diverse città e, a Listra, persino lapidato e lasciato quasi morto. Eppure continua con coraggio la sua missione.

Alcuni Tessalonicesi erano stati turbati da insegnamenti secondo i quali il giorno del Signore sarebbe già arrivato. Forse circolavano persino comunicazioni attribuite falsamente a Paolo. Per questo egli dice: «Non lasciatevi troppo presto confondere la mente e allarmare» (2 Tessalonicesi 2,2).

Poi Paolo dà un'indicazione fondamentale: «State saldi e mantenete le tradizioni che avete appreso sia dalla nostra parola sia dalla nostra lettera» (2 Tessalonicesi 2,15). La fede cristiana non nasce dalle opinioni personali, dalle voci o dalle presunte rivelazioni, ma dalla verità ricevuta dagli Apostoli e trasmessa fedelmente nella Chiesa.

Nel Vangelo, Gesù denuncia un altro pericolo: non il falso insegnamento, ma il falso modo di vivere. Dice: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti» perché osservavano minuziosamente alcune prescrizioni, ma trascuravano «la giustizia, la misericordia e la fedeltà» (Matteo 23,23).

Le due letture, quindi, si incontrano in un'unica grande verità: dobbiamo essere fedeli a Dio, alla verità che ci ha rivelato e ad una vita che corrisponda veramente a ciò che professiamo.

San Francesco d'Assisi comprese profondamente questo. Aveva una grandissima venerazione per la Chiesa, il sacerdozio, l'Eucaristia, la Scrittura e l'autorità ecclesiale. Ma comprese anche che il cristianesimo non è uno spettacolo e non consiste soltanto nelle apparenze esteriori. Deve penetrare profondamente nel cuore.

Francesco non cambiò semplicemente i suoi vestiti ricchi con abiti poveri. Quella povertà esteriore rifletteva una trasformazione interiore: l'umiltà, l'abbandono dell'orgoglio e il desiderio di cercare prima di tutto la volontà di Dio.

Miei fratelli e sorelle, prendiamoci oggi un momento per riflettere su ciò che conta veramente nella nostra vita. Il Signore illumini il nostro cuore e la nostra mente e ci dia il coraggio e la forza di fare i cambiamenti necessari.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.


Add comment

Comments

There are no comments yet.