Miei cari fratelli e sorelle in Cristo, oggi celebriamo la memoria e la festa di Santa Chiara d’Assisi. Nacque ad Assisi nel millecentonovantatré, in una famiglia ricca e nobile. Da giovane ascoltò la predicazione di San Francesco e rimase affascinata dal modo radicale in cui egli cercava di vivere il Vangelo. Intorno alla Domenica delle Palme del milleduecentododici, all’età di circa diciotto anni, lasciò la casa della sua famiglia e si recò alla Porziuncola, dove Francesco accolse il suo impegno alla vita religiosa e avvenne il famoso taglio dei suoi capelli.
Successivamente si stabilì a San Damiano, dove altre donne si unirono a lei, tra cui sua sorella Agnese. San Francesco divenne il suo padre spirituale. Chiara si definì la sua “pianticella” e scrisse che “il Figlio di Dio si è fatto per noi via, che il nostro beatissimo padre Francesco ci mostrò e insegnò con la parola e con l’esempio.”
Questo ci dice qualcosa di molto importante. Chiara non seguì Francesco come fine ultimo. Francesco mostrò a Chiara come seguire Cristo.
La sua povertà radicale viene illuminata dalle letture di oggi. San Paolo dice: “Ritengo che tutto sia una perdita a motivo della sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore” (Filippesi 3,8). Chiara avrebbe potuto pronunciare queste stesse parole. Aveva ricchezza, posizione sociale, proprietà, sicurezza e la prospettiva di un buon matrimonio. E consegnò tutto nelle mani di Dio.
Ma Chiara non diventò povera perché considerava cattivi i beni materiali. Divenne povera perché aveva scoperto qualcuno che valeva infinitamente di più. Per questo difese con tanta forza quello che sarebbe diventato conosciuto come il privilegio della povertà.
E il Salmo sembra quasi scritto per lei: “Sei tu, Signore, la mia eredità” (Salmo 16,5). Normalmente pensiamo all’eredità come qualcosa che riceviamo e possediamo. Ma l’eredità di Chiara era Dio stesso.
Nel Vangelo Pietro dice: “Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito” (Matteo 19,27). Santa Chiara avrebbe potuto dire esattamente la stessa cosa. Lasciò la casa, l’eredità, la posizione sociale, il matrimonio e la sicurezza economica per seguire Cristo.
La spiritualità di Santa Chiara può essere riassunta dalle parole che scrisse a Sant’Agnese di Praga: “Guarda, considera, contempla, desiderando di imitarlo.” Guardare Cristo, considerarlo, contemplarlo, imitarlo. Guardare Cristo così a lungo che, alla fine, la nostra vita cominci ad assomigliare a Colui che stiamo contemplando.
Chiara guardò Francesco e vide ciò che può accadere quando qualcuno prende sul serio il Vangelo. Ma Francesco non condusse Chiara a se stesso. La condusse a Cristo. E questa è anche la nostra missione, fratelli e sorelle: lasciare tutto per scoprire la bellezza di Gesù e poi condividerlo con gli altri.
Forse possiamo ricordare Santa Chiara soprattutto attraverso le sue stesse parole: “Ama totalmente Colui che totalmente si è donato per il tuo amore.” Questo è Santa Chiara. Cristo si è donato totalmente. Chiara ha risposto totalmente. Come ho risposto io?
Per intercessione di Santa Chiara, Dio Onnipotente vi benedica e vi conceda di trovare la vera libertà nella sua Parola, nel suo amore e nella sua misericordia, affinché possiate estenderli anche agli altri.
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
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