Vorrei iniziare ricordando ai nostri fedeli ascoltatori e lettori che lo scopo di questo sito è proclamare il Vangelo in un modo che possa illuminare la vostra vita anche attraverso l’esempio di san Francesco d’Assisi. Per questo il sito si chiama FranciscanPreacher.com: desideriamo intrecciare alle riflessioni evangeliche esempi tratti dalla vita e dagli insegnamenti del Poverello di Assisi.
Nella prima lettura riprendiamo la vicenda di Nabot e della sua vigna. Dopo l’omicidio orchestrato da Gezabele, Dio manda il profeta Elia a confrontarsi con il re Acab. Il Signore denuncia apertamente il peccato commesso e annuncia il giudizio. Tuttavia, quando Acab ascolta le parole del profeta, si umilia, digiuna, indossa il sacco e si pente. Vedendo questa umiliazione, il Signore decide di rimandare il castigo.
Per san Francesco la penitenza non era principalmente punizione o mortificazione, ma una continua conversione del cuore. Nel suo Testamento scrive: «Il Signore diede a me, frate Francesco, d’incominciare così a fare penitenza.» Per lui tutta la vita cristiana nasce da questo ritorno a Dio. La penitenza significa abbandonare il peccato, cercare la volontà del Signore, vivere sinceramente il Vangelo e lasciare che Dio trasformi il cuore dall’interno.
Nel Vangelo Gesù ci invita ad amare i nostri nemici. San Francesco vedeva in questo la vera virtù eroica: amare chi non può ricambiare, perseverare nelle prove, vivere nell’umiltà e nell’obbedienza, e rimanere fedeli a Cristo anche nelle difficoltà. Quando viviamo con lo sguardo rivolto all’eternità, tutto cambia. Chiediamo al Signore di donarci ogni giorno uno spirito di autentica penitenza e di vera virtù eroica, affinché possiamo camminare fedelmente davanti a Lui.
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