Nelle letture di oggi il Signore ci insegna a confidare in Lui, affinché possiamo camminare nelle sue vie e diventare il sale della terra e la luce del mondo. Nel racconto di Elia vediamo come il torrente presso il quale si nascondeva si prosciuga e Dio gli ordina di andare a Sarepta di Sidone, dove una vedova provvederà a lui. Gesù stesso ricorderà questo episodio nel Vangelo di Luca per mostrare come Dio estenda la sua grazia anche a coloro che sono considerati lontani.
La vedova di Sarepta era una pagana che viveva in territorio straniero, eppure accolse con fede la parola di Dio. Anche Elia dovette fidarsi senza conoscere il piano completo del Signore. Dio talvolta permette che vengano meno le nostre sicurezze affinché impariamo a dipendere da Lui e non soltanto dai suoi doni.
Dio non manda Elia presso un re o una famiglia ricca, ma presso una vedova che possiede soltanto un po’ di farina e un po’ d’olio. Così avviene spesso nella storia della salvezza: Davide era il più piccolo dei suoi fratelli, Gedeone apparteneva al clan più debole, e la Vergine Maria era una giovane umile e docile. Come ricorda san Paolo, Dio sceglie ciò che è debole per confondere ciò che è forte.
Gesù ci ricorda che siamo il sale della terra e la luce del mondo. San Francesco d’Assisi, fidandosi totalmente di Dio, lasciò ricchezze e onori e lasciò che la luce del Signore brillasse attraverso la sua vita. Anche noi, un giorno alla volta, siamo chiamati ad affidarci completamente a Dio. Se troverà nel nostro cuore anche una piccola scintilla di desiderio di servirlo, Egli la trasformerà in una fiamma viva. Come Elia, la vedova di Sarepta, san Francesco e la Vergine Maria, impariamo a fidarci della Parola del Signore.
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