Giovedì – 9a Settimana del Tempo Ordinario – A

Published on 3 June 2026 at 13:00

Nelle bellissime letture di oggi vediamo quanto radicale debba essere il nostro discepolato, il nostro seguire Gesù, se vogliamo distinguerci da quella folla di cristiani e cattolici tiepidi che, tragicamente, non approfondiscono mai veramente la loro fede. Nel Vangelo, Gesù dice allo scriba: “Non sei lontano dal Regno di Dio” (Marco 12,34). Questo scriba si distingue dagli altri perché non si avvicina a Gesù con ostilità o per tendergli un tranello, ma con sincerità e desiderio di comprendere. Egli riconosce che il cuore della legge è amare Dio con tutto sé stessi e amare il prossimo come sé stessi.

Tuttavia Gesù non gli dice: “Tu sei nel Regno.” Dice invece: “Non sei lontano.” I Padri della Chiesa vedono qui sia una lode sia un invito. Sant’Agostino insegna che la carità è il compimento di tutta la legge e afferma: “Che altro comanda Dio se non l’amore?” Ma aggiunge anche che una cosa è comprendere il Regno di Dio, un’altra è entrarvi davvero. Lo scriba aveva capito la verità, ma gli mancava ancora il passo decisivo: seguire Cristo pienamente e diventare suo discepolo.

San Giovanni Crisostomo nota che questo scriba si avvicina a Gesù non per tentarlo, ma per imparare. E questo ci porta a domandarci: come ci avviciniamo noi a Dio? Come entriamo in chiesa? Con reverenza e desiderio di stare con Gesù, oppure distratti, orgogliosi e pronti a giudicare gli altri? Anche San Beda il Venerabile spiega che lo scriba era vicino al Regno perché riconosceva la verità della legge, ma era ancora distante perché non aveva ancora riconosciuto pienamente Cristo come la via della vita.

San Paolo, nella prima lettura, ci ricorda che la vera fede comporta sofferenza e perseveranza. Egli dice: “Ricòrdati di Gesù Cristo, risorto dai morti” (2 Timoteo 2,8) e aggiunge: “Se perseveriamo, con lui anche regneremo” (2 Timoteo 2,12). Uno dei grandi segni di una fede autentica è proprio questo: essere disposti a soffrire pur di rimanere fedeli, puri di cuore, docili allo Spirito e obbedienti alla parola di Gesù. Solo con la grazia di Cristo potremo amare veramente Dio con tutto il nostro cuore e il nostro prossimo come noi stessi.


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