Miei cari fratelli e sorelle in Cristo, pace a voi. Le letture di oggi ci invitano a riflettere sul coraggio cristiano: rimanere saldi nella verità, sostenuti dalla grazia di Dio, senza perdere la capacità di amare quando incontriamo difficoltà.
Nella prima lettura San Paolo ci ricorda: “La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso” (Efesini 6,12).. Le tentazioni provengono dal mondo, dalla nostra natura ferita e dagli spiriti maligni. Ma le nostre armi non sono la violenza, l’ira o la vendetta: sono la verità, la giustizia, la fede, la pace e soprattutto la preghiera. La vera forza cristiana consiste nel resistere al male senza diventare noi stessi strumenti del male. Anche nelle piccole provocazioni quotidiane, come nel traffico, siamo chiamati a imparare la pazienza.
Nel Vangelo Gesù affronta il male con coraggio, ma conserva un cuore pieno di compassione. Piangendo sulla sorte di Gerusalemme, esclama: “Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come una chioccia i suoi pulcini sotto le ali” (Luca 13,34).. Ma essi non hanno voluto. Il coraggio di Gesù non diventa durezza, e la sua compassione non è debolezza: desidera la salvezza anche di coloro che lo rifiutano.
Nella Regola bollata San Francesco chiede ai frati di non litigare, non giudicare gli altri, ma di essere miti, pacifici, modesti, gentili e umili, parlando cortesemente con tutti. La nostra lotta spirituale non deve mai trasformarsi in una lotta contro le persone. San Bonaventura ricorda la compassione di Francesco persino verso chi lo osteggiava. Anche noi dobbiamo opporci al male senza rinunciare alla pace. San Paolo ci invita a resistere, e Gesù ci insegna a farlo senza smettere di amare. Teniamo sempre lo sguardo fisso su Cristo: sarà Lui a sostenerci anche nei momenti più oscuri della nostra vita. Amen.
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