Cari fratelli e sorelle in Cristo, la pace sia con voi. Oggi la Chiesa ci offre la possibilità di celebrare la memoria di Santa Brigida di Svezia, una grande mistica, moglie, madre, vedova e fondatrice, la cui vita ci insegna cosa significa rimanere uniti a Cristo. Nella prima lettura ascoltiamo le parole di San Paolo: «Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me.» (Galati 2,20) Nel Vangelo, Gesù ripete più volte un invito: «Rimanete in me.» (Giovanni 15,4) Tutta la vita di Santa Brigida può essere riassunta proprio in queste parole: rimanere in Cristo in ogni fase della propria vocazione.
Molti dimenticano che Santa Brigida fu sposata per quasi trent'anni. Insieme al marito Ulf ebbe otto figli, tra i quali Santa Caterina di Svezia. Solo dopo la morte del marito abbracciò una vita più austera. La sua santità ci ricorda che la santità nasce anzitutto nella famiglia.
Brigida visse in un periodo difficile della storia della Chiesa, quando il Papa risiedeva ad Avignone. Attraverso le sue visioni invitò con coraggio alla conversione, alla riforma della Chiesa e al ritorno del Papa a Roma. Amava la Chiesa e, proprio per questo, non ebbe paura di dire la verità con umiltà e fedeltà.
Molti conoscono Santa Brigida per le sue celebri Quindici Orazioni, meditate sulla Passione di Cristo. La Chiesa permette liberamente questa devozione perché è profondamente cristocentrica, pur ricordando che le promesse ad esse attribuite appartengono alla tradizione devozionale privata e non costituiscono dottrina della fede.
Queste preghiere ci aiutano a contemplare la Passione del Signore, a vivere le parole di San Paolo: «Sono stato crocifisso con Cristo.» (Galati 2,19-20) e a rimanere uniti alla vite che è Cristo.
Santa Brigida ci insegna che la santità non consiste nelle esperienze straordinarie, ma nella fedeltà quotidiana. Oggi il Signore rivolge anche a noi la stessa domanda: siamo soltanto vicini a Lui, oppure rimaniamo veramente in Lui?
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
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