Domenica – 32ª Settimana del Tempo Ordinario – A

Published on 7 November 2026 at 13:00

Cari fratelli e sorelle in Cristo, la pace sia con voi. Le letture di questa trentaduesima domenica del Tempo Ordinario ci invitano a vivere con sapienza, preparandoci ogni giorno all’incontro eterno con Cristo. Chiudiamo gli occhi a questa vita e li apriamo all’altra: per questo dobbiamo riconoscere ciò che conta davvero. Gesù ci domanda: “Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima?” (Marco 8,36) La sapienza non consiste soltanto nel conoscere il bene, ma nel vivere cercando Dio sopra ogni cosa.

Nella prima lettura, tratta dal libro della Sapienza, essa ci viene presentata come una donna luminosa, che si lascia incontrare da chi la cerca: “Chi si alza di buon mattino per cercarla non si affaticherà, la troverà seduta alla sua porta” (Sapienza 6,14). Anche san Francesco personificava la povertà chiamandola sua signora, perché lo aiutava a vivere con semplicità e ad affidarsi alla provvidenza divina. La sapienza è un dono che Dio offre a tutti: occorre desiderarla e accoglierla.

Nella seconda lettura san Paolo consola coloro che piangono i propri cari. La speranza cristiana non cancella il dolore della morte, ma lo trasforma nella certezza della risurrezione. Coloro che muoiono in Cristo sono chiamati alla comunione eterna con lui: “E così per sempre saremo con il Signore” (1 Tessalonicesi 4,17). Pensiamo alla gioia dei santi, che già contemplano il Signore in una felicità che supera ogni nostra immaginazione. Questa speranza deve illuminare il nostro modo di vivere oggi.

Nel Vangelo, la parabola delle dieci vergini ci esorta alla vigilanza: tutte si addormentano, ma soltanto cinque hanno preparato l’olio necessario. Gesù conclude: “Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora” (Matteo 25,13). Non possiamo rimandare continuamente la conversione, la confessione o la cura della nostra vita spirituale. Nessuno può vivere al nostro posto il rapporto personale con Dio. L’olio della nostra lampada è una vita nutrita di preghiera, carità, digiuno e perseveranza. Chiediamoci se la nostra lampada è accesa e come mantenerla viva. Continuiamo a guardare verso il cielo e, con san Paolo, a “attendere alla nostra salvezza con timore e tremore” (Filippesi 2,12). Amen.


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