Domenica – XXX Settimana del Tempo Ordinario – A

Published on 24 October 2026 at 13:00

Miei cari amici, in questa trentesima domenica del Tempo Ordinario il Signore ci invita a verificare la sincerità del nostro amore per Lui attraverso il modo in cui trattiamo il prossimo. Nella prima lettura Dio chiede a Israele di proteggere gli stranieri, le vedove, gli orfani e i poveri, ricordando le sofferenze patite in Egitto. Dice: «Se egli grida a me, io lo ascolterò, perché io sono pietoso» (Esodo 22,26). Non possiamo professare amore per un Dio misericordioso e rimanere indifferenti alla sofferenza di chi ci sta accanto.

Nella seconda lettura San Paolo loda i Tessalonicesi perché hanno accolto il Vangelo anche nella persecuzione, diventando esempio per gli altri: «Voi avete seguito il nostro esempio e quello del Signore» (1 Tessalonicesi 1,6). La conversione autentica non consiste soltanto nell'abbandonare gli idoli, ma nel rendere visibile Cristo attraverso la nostra condotta. Il nostro amore per Dio diventa credibile quando gli altri riconoscono in noi la Sua bontà.

Nel Vangelo Gesù unisce inseparabilmente i due comandamenti fondamentali: amare Dio con tutto il cuore e «Amerai il tuo prossimo come te stesso» (Matteo 22,39). La preghiera e il culto devono portare frutto nella compassione, nel perdono e nella carità concreta. Dio, che non vediamo, ci offre nel fratello e nella sorella che incontriamo ogni giorno la possibilità di amarLo e servirLo. Gesù rende semplice ciò che spesso complichiamo con tante discussioni: il nostro amore per Lui si misura dall'amore che doniamo agli altri.

San Francesco, nella Regola non bollata, invita i frati a rallegrarsi quando vivono tra i poveri, gli ammalati, i lebbrosi e coloro che la società disprezza. L'incontro con il lebbroso trasformò profondamente la sua vita. Anche Santa Chiara, scrivendo ad Agnese di Praga, esorta ad amare totalmente Colui che si è donato totalmente per amore nostro. Gesù, nato nella povertà di Betlemme, ci spinge a rivestire chi ha freddo, ad assistere chi vive per strada e a prenderci cura di chi soffre. Chiediamoci dunque: le persone che oggi mi incontreranno potranno riconoscere, nel modo in cui le tratto, qualcosa della compassione di Dio?


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