Domenica – 26ª Settimana del Tempo Ordinario – A

Published on 26 September 2026 at 13:00

Miei cari fratelli e sorelle in Cristo, pace a voi in questa XXVI Domenica del Tempo Ordinario. Il tempo continua a passare velocemente perché non siamo destinati a questo mondo, ma al mondo che verrà: il Paradiso, la gioia, la pace, la santità e la presenza di Dio per tutta l'eternità. Ma prima dobbiamo compiere il nostro cammino. Dobbiamo permettere allo Spirito Santo di lavorare in noi, soprattutto su quegli atteggiamenti verso Dio che ci impediscono di avvicinarci maggiormente a Lui e gli uni agli altri. Nella prima lettura, il profeta Ezechiele scrive durante un periodo in cui il popolo ebraico si trova in esilio a Babilonia. Il popolo è frustrato, soffre e attribuisce a Dio la colpa della propria situazione. Ma Dio affronta direttamente questo atteggiamento:

«Voi dite: “La via del Signore non è giusta”. Ascolta, casa d'Israele: è forse la mia via ad essere ingiusta? O non sono piuttosto le vostre vie ad essere ingiuste?» (Ezechiele 18,25)

Quante volte anche noi ci lamentiamo quando le cose non vanno come vorremmo? A volte arriviamo perfino a pensare di sapere meglio di Dio ciò che dovrebbe accadere.

È quasi come San Pietro quando Gesù disse che sarebbe andato a Gerusalemme, avrebbe sofferto, sarebbe morto e dopo tre giorni sarebbe risorto. (Matteo 16,21)

Ma Gesù gli disse:

«Va' dietro a me, Satana. Tu pensi come pensano gli uomini, non come pensa Dio.» (Matteo 16,23)

In altre parole: «Dietro di me. Seguimi. Non cercare di guidarmi. Lascia che sia Io a guidarti. Lascia che sia Io a mostrarti la strada.»

San Paolo ci parla dello stesso atteggiamento di umiltà:

«Fratelli e sorelle, se c'è qualche incoraggiamento in Cristo, qualche conforto nell'amore, qualche partecipazione nello Spirito, qualche compassione e misericordia, rendete piena la mia gioia avendo lo stesso pensiero, con lo stesso amore, uniti nel cuore, pensando una cosa sola. Non fate nulla per egoismo o vanagloria, ma con umiltà considerate gli altri più importanti di voi stessi, ciascuno cercando non soltanto il proprio interesse, ma anche quello degli altri.» (Filippesi 2,1–4)

E poi Gesù ci presenta i due figli:

«Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: Figlio, va' oggi a lavorare nella vigna. Ed egli rispose: Non ne ho voglia. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: Sì, signore. Ma non vi andò.» (Matteo 21,28–30)

Questa è la domanda che il Signore ci pone: quando diciamo di sì a Dio, seguiamo veramente quel sì con la nostra vita?

Continuiamo allora ad esaminare noi stessi, affinché possiamo essere un popolo unito, un popolo di fede, un popolo di amore e un popolo di umiltà, sempre in cammino verso Dio e verso l'eternità con Lui.

Possa il Signore benedire voi e le vostre famiglie, soprattutto coloro che stanno soffrendo, e possa fare di voi, come fece con San Francesco, strumenti della Sua pace.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Andate in pace, per ringraziare, lodare, servire e amare il Signore. Amen.

 


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