Domenica – XXIII Settimana del Tempo Ordinario – A

Published on 5 September 2026 at 13:00

Le letture di questa domenica sono unite da un tema molto importante: la responsabilità fraterna e la correzione. Ezechiele ci insegna che l'amore non può rimanere in silenzio quando una persona sta camminando verso il male. San Paolo ci dà la motivazione: «Chi ama l'altro ha adempiuto la Legge» (Romani 13,8). E Gesù ci insegna come correggere: non attraverso il pettegolezzo o l'umiliazione, ma personalmente e con carità.

Dio dice ad Ezechiele: «O figlio dell'uomo, io ti ho posto come sentinella per la casa d'Israele» (Ezechiele 33,7). La sentinella vede il pericolo e deve avvertire. Tacere, quando qualcuno cammina verso la rovina, non è sempre bontà. A volte è negligenza.

Ma la correzione cristiana deve nascere dall'amore. Per questo San Paolo dice: «Non siate debitori di nulla a nessuno, se non dell'amore vicendevole» (Romani 13,8). Non correggiamo per sentirci superiori, per vincere una discussione o per umiliare qualcuno. Correggiamo perché desideriamo il suo bene.

Gesù ci dà una regola molto concreta: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va' e ammoniscilo fra te e lui solo» (Matteo 18,15). Prima di coinvolgere gli altri, dobbiamo rispettare la dignità del fratello e parlargli personalmente.

E Gesù aggiunge: «Se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello» (Matteo 18,15). Ecco lo scopo della correzione: non vincere, ma guadagnare il fratello.

San Francesco ci ricorda però che anche chi corregge è fragile. Prima di indicare la debolezza dell'altro, dobbiamo ricordare le nostre debolezze. Posso correggere senza considerarmi moralmente superiore? E quando sono io a sbagliare, posso accettare umilmente la correzione?

Ezechiele ci dice: non rimanere in silenzio davanti al pericolo. San Paolo dice: agisci sempre per amore. Gesù dice: parla personalmente al tuo fratello per riconquistarlo.

Prima di correggere qualcuno, allora, possiamo domandarci: sto parlando semplicemente perché il suo comportamento mi infastidisce, oppure perché lo amo veramente e desidero il suo bene?

Fratelli e sorelle, il Signore vi dia pace.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.


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