Miei cari fratelli e sorelle in Cristo, siamo giunti alla XXII Settimana del Tempo Ordinario, e le letture di oggi ci pongono davanti a una domanda molto importante: perché soffriamo quando facciamo il bene? Perché le vie di Dio sono così diverse dalle nostre? E che cosa ci permetterà di continuare a seguire Gesù, qualunque sia il prezzo?
Nella prima lettura, Geremia grida: «Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre» (Geremia 20,7). Il profeta parla a Dio con straordinaria sincerità. La sua missione gli è costata molto: è stato deriso, perseguitato e persino percosso a causa della Parola che annunciava.
Eppure Geremia non riesce a tacere. La Parola di Dio è entrata così profondamente dentro di lui da diventare come un fuoco. Anche quando la fedeltà costa, il profeta continua ad annunciare ciò che Dio gli ha affidato.
San Paolo ci dice nella seconda lettura: «Offrite i vostri corpi come sacrificio vivente» (Romani 12,1), e poi aggiunge: «Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare» (Romani 12,2). Il cristianesimo non consiste semplicemente nel cambiare qualche comportamento esteriore. Dio vuole trasformarci interiormente.
Nel Vangelo anche gli apostoli devono imparare questa lezione. Avevano seguito il Messia, ma non avevano ancora compreso che la sua vittoria sarebbe passata attraverso la Croce. Gesù annuncia che dovrà andare a Gerusalemme, soffrire, essere ucciso e risorgere il terzo giorno (Matteo 16,21).
Pietro reagisce immediatamente: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai» (Matteo 16,22). È una reazione profondamente umana. Pietro ama Gesù, ma deve ancora imparare che le vie di Dio non sono sempre le nostre vie. Soltanto davanti al Cristo risorto comprenderà pienamente che la Croce non era la sconfitta, ma la strada verso la vittoria.
Anche noi, fratelli e sorelle, siamo chiamati a rimanere fedeli quando seguire Cristo diventa difficile. Il mondo può non voler ascoltare parole come purezza, sacrificio, verità, libertà dal peccato, onestà, perdono e misericordia. Ma queste rimangono parole di vita.
Per intercessione di San Francesco e soprattutto della Beata Vergine Maria, ricordiamo sempre che Dio è con noi. Tutto ciò che soffriamo per amore della giustizia diventa un passo in più verso il Regno di Dio.
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Andate in pace.
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