Domenica – XXI Settimana del Tempo Ordinario – A

Published on 22 August 2026 at 13:00

Miei cari fratelli e sorelle in Cristo, pace a voi. In questa domenica, il Signore ci aiuta a comprendere il significato dell'autorità. Ogni volta che Dio affida un'autorità a qualcuno, dobbiamo ricordare che essa comporta sempre il servizio. Se Dio dona autorità, è perché quella persona serva il suo popolo.

Nella prima lettura del profeta Isaia, Sebna viene rimosso dal suo incarico ed Eliakim viene posto al suo posto. Eliakim non diventa re, ma riceve un'autorità sotto il re davidico. Il segno particolare di questa autorità è la chiave della casa di Davide: «Se egli apre, nessuno chiuderà; se egli chiude, nessuno potrà aprire» (Isaia 22,22).

Questo prepara direttamente le parole di Gesù a Pietro: «A te darò le chiavi del regno dei cieli» (Matteo 16,19). Gesù è il Re davidico e Pietro riceve un ufficio particolare nel suo regno. Le chiavi, dunque, non rappresentano semplicemente la fede personale di Pietro, ma un'autorità affidata dal Re al suo servo.

Ed è proprio questo il significato cristiano dell'autorità: servizio. Il Papa stesso è il Vicario di Cristo, ma il suo titolo ci ricorda che l'autorità nella Chiesa deve essere sempre servizio.

San Paolo, nella seconda lettura, ci conduce ancora più profondamente nel mistero: «Quanto insondabili sono i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie!» (Romani 11,33). Dio sceglie Eliakim. Dio sceglie Pietro, un semplice pescatore con tutte le sue debolezze. I disegni di Dio superano la nostra comprensione.

Gesù dice infatti a Pietro: «Né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli» (Matteo 16,17). È Dio stesso che illumina il cuore.

Questo ci ricorda la bellissima preghiera di San Francesco davanti al Crocifisso di San Damiano: «Altissimo, glorioso Dio, illumina le tenebre de lo core mio.» Francesco comprendeva che la vera luce viene da Dio.

Anche noi abbiamo bisogno di questa luce. Il mondo, le difficoltà e le circostanze della vita possono oscurare la bellezza che Dio desidera mostrarci. Per questo dobbiamo entrare nel silenzio della preghiera e lasciarci illuminare da Lui.

San Francesco pregava anche con una domanda semplicissima ma profondissima: «Signore, chi sei tu? E chi sono io?» Anche questa può diventare la nostra preghiera.

Soprattutto davanti all'Eucaristia, seduti semplicemente alla presenza del Signore, possiamo permettere a Dio di illuminare il nostro cuore e di rivelarci quelle cose belle che possiamo portare con noi sempre.

Per intercessione di San Francesco e di tutti gli Apostoli, specialmente San Pietro, chiediamo al Signore di illuminare sempre le tenebre dei nostri cuori.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.


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