Le letture di questa domenica ci presentano una delle più belle catechesi sull'Eucaristia e sulla speranza di tutto il Lezionario domenicale. Dio non solo sazia la nostra fame più profonda, ma diventa Egli stesso il nostro nutrimento.
Nella prima lettura, il profeta Isaia si rivolge al popolo esiliato a Babilonia, che ha perduto la patria, il Tempio e la speranza. Eppure Dio non offre un rimprovero, ma un invito: «Venite all'acqua.» (Isaia 55,1) Sono invitati i poveri, gli assetati, coloro che non hanno nulla da offrire. La salvezza è sempre un dono gratuito di Dio. L'alleanza eterna promessa a Davide trova il suo pieno compimento in Cristo.
San Paolo, scrivendo ai cristiani di Roma, ricorda loro che nessuna prova potrà mai separarli dall'amore di Cristo. «Chi ci separerà dall'amore di Cristo?» (Romani 8,35) La vita cristiana non consiste nell'assenza della sofferenza, ma nella certezza che Cristo cammina con noi in ogni prova.
Nel Vangelo, dopo aver appreso della morte di Giovanni Battista, Gesù si commuove davanti alla folla. Il miracolo della moltiplicazione dei pani non riguarda soltanto il pane materiale. San Matteo descrive Gesù che prende il pane, lo benedice, lo spezza e lo dona: gli stessi gesti dell'Ultima Cena. È un chiaro annuncio dell'Eucaristia.
Cristo continua oggi a nutrirci con il suo Corpo, il suo Sangue, la sua Anima e la sua Divinità. Egli è realmente presente in ogni tabernacolo delle nostre chiese, dove ci attende nel silenzio per confortarci, guarirci e sostenerci.
Ogni volta che ci accostiamo alla Santa Comunione, il Signore opera dentro di noi grazie che spesso non possiamo nemmeno vedere. Continuiamo quindi ad accostarci all'Eucaristia con fede, sapendo che Cristo stesso è il nutrimento della nostra vita e la risposta alla fame più profonda del nostro cuore.
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Add comment
Comments