Nella prima lettura incontriamo la donna di Sunem, che accoglie il profeta Eliseo con grande generosità. Non cerca ricompense, ma riconosce in lui un uomo di Dio e desidera servirlo. Il Signore non dimentica quella carità nascosta e la ricompensa con il dono tanto desiderato di un figlio. È un bellissimo insegnamento: Dio vede anche quei gesti di bontà che nessun altro nota.
San Paolo, nella seconda lettura, ci ricorda invece che con il Battesimo siamo morti al peccato e siamo risorti con Cristo a una vita nuova. Essere cristiani significa lasciarsi trasformare dal Signore ogni giorno. Non possiamo dire di appartenere a Cristo e continuare volontariamente a vivere nel peccato. Il Vangelo ci chiama continuamente alla conversione.
Nel Vangelo Gesù prepara gli Apostoli alla loro missione. Non promette una vita facile, ma insegna che chi accoglie i suoi discepoli accoglie Lui stesso e che anche il più piccolo gesto di carità, come offrire un bicchiere d'acqua, non resterà senza ricompensa davanti a Dio. Allo stesso tempo ci ricorda che seguirlo significa metterlo al primo posto, anche quando questo comporta sacrificio, incomprensioni o persecuzioni.
Le letture convergono così in un unico messaggio. La vera fede si manifesta nella generosità e nel dono di sé. Ogni sacrificio fatto per amore di Cristo non va mai perduto. Dio sa trasformare ogni rinuncia in una benedizione ancora più grande. Perciò non abbiate paura di vivere il Vangelo fino in fondo. Siate generosi, lasciate brillare la vostra luce, siate il sale della terra e rimanete fedeli a Cristo anche nelle prove. Egli ci ha già dato la vittoria. Come ci dice il Signore: «Coraggio, io ho vinto il mondo.» Amen.
Add comment
Comments