Lunedì – XVI Settimana del Tempo Ordinario – A – Memoria facoltativa di Sant'Apollinare, Vescovo e Martire

Published on 19 July 2026 at 13:00

Oggi la Chiesa celebra la memoria facoltativa di un grande santo: Sant'Apollinare. È una delle più antiche commemorazioni di un vescovo martire della Chiesa d'Occidente. Anche se molti particolari della sua vita provengono dalla tradizione successiva, la sua testimonianza è rimasta così profondamente impressa nella memoria della Chiesa che viene venerato da oltre quindici secoli. In realtà appartiene ai tempi stessi degli Apostoli, perché fu discepolo di San Pietro, il Principe degli Apostoli.

Fu proprio San Pietro a mandarlo da Roma ad evangelizzare l'Italia settentrionale. Pensateci. Anch'io oggi vivo a Roma, dove svolgo il mio ministero come formatore dei nostri studenti francescani. Posso immaginare il mio superiore che mi dice: «Vai nel nord Italia ad annunciare il Vangelo e a convertire quelle popolazioni.» In un'epoca senza i mezzi di trasporto di oggi e nella quale i cristiani erano perseguitati, era una missione estremamente pericolosa.

Sant'Apollinare divenne il primo vescovo di Ravenna, una città che sarebbe poi diventata uno dei più importanti centri cristiani dell'Impero Romano d'Occidente. Fu imprigionato, percosso, esiliato e torturato più volte per aver predicato Cristo, fino a morire a causa delle ferite riportate durante la persecuzione.

La sua più grande eredità non fu politica o intellettuale, ma pastorale. Fondò la Chiesa di Ravenna, radunò i fedeli dispersi e li sostenne in un tempo di persecuzione. Già allora i cristiani avevano compreso quanto fosse importante riunirsi ogni domenica, lodare insieme il Signore e sostenersi nella fede.

Fratelli e sorelle, non diamo mai per scontato questo dono. Alla Santa Messa riceviamo il tesoro più grande di tutti: il Corpo e il Sangue di Gesù. Ma riceviamo anche la forza di camminare insieme come comunità cristiana. Come dice il Signore: «Voi siete il sale della terra... Voi siete la luce del mondo.» (Matteo 5,13-14)

La tradizione racconta che Sant'Apollinare sopportò arresti e torture, ma ritornava sempre dal suo popolo per incoraggiarlo. Dio gli aveva donato un vero cuore di pastore.

Molti si convertirono grazie alla sua predicazione e ai miracoli che l'accompagnavano. Gesù stesso aveva promesso: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura.» (Marco 16,15) E ancora: «Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono.» (Marco 16,17)

Nella prima lettura il Signore promette: «Io stesso cercherò le mie pecore... Andrò in cerca della pecora perduta, ricondurrò all'ovile quella smarrita, fascerò quella ferita e curerò quella malata.» (Ezechiele 34,11.16) Questa promessa si compie pienamente in Gesù, che dice: «Io sono il buon pastore.» (Giovanni 10,11)

Ma il Signore continua anche oggi la sua opera attraverso coloro che chiama a servirlo. Per questo, qui su franciscanpreacher.com, vi chiediamo di pregare per noi sacerdoti, religiosi, suore, monaci e fratelli consacrati. Pregate per noi, perché il maligno combatte con forza coloro che cercano di annunciare il Vangelo.

Noi preghiamo per voi, e voi pregate per noi. E Sant'Apollinare, che ha versato il suo sangue per Cristo, interceda dal cielo per ciascuno di noi.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.


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