Cari fratelli e sorelle in Cristo, pace a voi in questo lunedì della Quindicesima Settimana del Tempo Ordinario. Nella Santa Messa ascolteremo due bellissime letture che ci invitano a mettere le giuste priorità nella nostra vita e ad essere autentici agli occhi di Dio.
Nella prima lettura, tratta dal profeta Isaia, siamo all'inizio del suo ministero profetico. Il popolo di Giuda vive un periodo di prosperità apparente: i sacrifici nel Tempio continuano regolarmente, i mercati sono pieni di vita e tutto sembra andare bene. Ma dietro questa apparenza si nascondono ingiustizia, corruzione e l'abbandono dei più deboli, specialmente degli orfani e delle vedove. Per questo Isaia proclama: «Ascoltate la parola del Signore, capi di Sòdoma; porgete l'orecchio all'insegnamento del nostro Dio, popolo di Gomorra.» (Isaia 1,10)
Il Signore continua dicendo: «Che m'importa dei vostri sacrifici senza numero?» (Isaia 1,11) E ancora: «Smettete di fare il male, imparate a fare il bene, ricercate la giustizia, soccorrete l'oppresso, rendete giustizia all'orfano, difendete la causa della vedova.» (Isaia 1,16-17) Dio desidera anzitutto un cuore convertito, una vita santa e una carità concreta verso il prossimo.
Nel Vangelo Gesù ci ricorda che perfino gli affetti più belli devono essere vissuti nel giusto ordine: «Chi ama il figlio o la figlia più di me, non è degno di me.» (Matteo 10,37) Non perché la famiglia non sia importante, ma perché Dio deve occupare il primo posto. Solo così ameremo anche i nostri familiari nel modo giusto.
Fratelli e sorelle, prendiamoci oggi un momento di silenzio davanti al Signore. Chiediamogli di mostrarci quali aspetti della nostra vita hanno bisogno di essere rimessi al loro giusto posto. Se Dio è davvero al primo posto, tutto il resto troverà il suo giusto ordine. È un cammino che dura tutta la vita, ma possiamo ricominciare oggi stesso.
E a questo scopo, vi benedica Dio onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo. Amen.
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