Lunedì – 12a Settimana del Tempo Ordinario – A

Published on 21 June 2026 at 13:00

Nelle bellissime letture che ci vengono presentate oggi, abbiamo molto da imparare sull’esaminare noi stessi e la nostra condotta davanti a Dio. Come vedremo ripetutamente, Dio ammonisce il suo popolo, ma la sua guida e il suo consiglio amorevole cadono nel vuoto. Il popolo preferisce seguire dèi stranieri e inesistenti, voltando le spalle all’unico vero Dio. Per questo ascoltiamo oggi della caduta di Samaria e della deportazione d’Israele ad opera dell’Assiria, uno degli imperi più crudeli del mondo antico. Eppure anche Ninive, la sua capitale, quando ascoltò la predicazione di Giona, si convertì e si rivolse al vero Dio.

La lettura ci ricorda che tutto questo avvenne perché gli Israeliti peccarono contro il Signore e venerarono altri dèi. Persino alcuni dei loro re caddero nell’idolatria. Pensiamo ad Acab oppure a Ioas, che iniziò bene il suo regno ma lasciò poi che il suo cuore fosse corrotto. Quanto è facile allontanarsi da Dio quando non custodiamo il nostro cuore e non rimaniamo fedeli alla sua volontà.

Nel Vangelo Gesù ci invita a guardare prima di tutto a noi stessi. «Togli prima la trave dal tuo occhio; allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.» Il Signore non proibisce ogni giudizio, ma condanna il giudizio temerario e l’ipocrisia. Possiamo riconoscere il bene e il male, ma non possiamo pretendere di conoscere il cuore degli altri. La trave di cui parla Gesù è spesso l’orgoglio che ci rende ciechi ai nostri stessi peccati.

Chiediamo oggi al Signore un cuore puro e uno spirito di autentica conversione. Lasciamoci guidare dallo Spirito Santo, accostiamoci con frequenza alla Confessione e impariamo a correggere gli altri con carità e non con spirito di condanna. Abbiamo cura della nostra anima e di quella dei nostri fratelli, perché Dio è con noi per guidarci, amarci e condurci sul terreno solido della sua verità. Amen.


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