Nella prima lettura di oggi incontriamo il re Acab, uno dei sovrani che più spesso sbagliò nella storia d’Israele. E certamente non lo aiutò avere accanto una moglie come Gezabele. Ascoltiamo così la drammatica e tragica vicenda di Nabot, proprietario di una vigna situata accanto al palazzo reale. Acab desiderava quella vigna per trasformarla in un orto e offrì a Nabot denaro o un terreno migliore in cambio. Ma Nabot rifiutò, perché quella terra era un’eredità ricevuta dai suoi antenati e affidata alla sua famiglia da Dio.
Acab reagì con amarezza e autocommiserazione. Allora Gezabele trasformò quel desiderio disordinato in una cospirazione fatta di menzogne, corruzione e abuso di potere. Nabot venne accusato falsamente e lapidato, e il re prese possesso della vigna che tanto desiderava. Ma il sangue innocente di Nabot gridò a Dio per ottenere giustizia. Ciò che era iniziato come semplice cupidigia finì nel peccato grave e nello spargimento di sangue.
Questo racconto ci insegna che non tutto può essere comprato e che non tutto ha un prezzo. Nabot comprendeva che la sua vigna non era semplicemente una proprietà, ma un dono sacro ricevuto da Dio attraverso i suoi antenati. Impariamo anche che il male spesso richiede la collaborazione di molti: gli anziani, i nobili e i falsi testimoni parteciparono tutti all’ingiustizia. Eppure Dio vede ogni cosa. L’innocente può soffrire, ma Dio vede e alla fine farà giustizia. Inoltre, la cupidigia, l’invidia, l’autocommiserazione e il risentimento non sono peccati innocui quando vengono lasciati crescere nel cuore.
Nel Vangelo Gesù ci presenta uno spirito completamente diverso. «Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio». Il Signore ci invita a rinunciare alla vendetta e a vivere con lo sguardo rivolto all’eternità. La nostra vera patria non è questo mondo, ma il Paradiso. Quando viviamo con questa prospettiva, tutto cambia. Il Signore, che ha fatto il miglio in più per ciascuno di noi, ci conceda la grazia di vivere una virtù eroica e di seguire fedelmente i suoi comandamenti.
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