Nelle letture di oggi troviamo un meraviglioso contrasto tra le Beatitudini che Gesù ci lascia e le mentalità del mondo che Dio ci invita ad abbandonare. Nella prima lettura incontriamo il profeta Elia, inviato da Dio al re Acab, un sovrano politicamente capace ma spiritualmente disastroso. Insieme alla moglie Gezabele, egli favorì il culto di Baal e trascinò il popolo nell’idolatria.
Elia appare improvvisamente sulla scena come un fulmine. Dio lo suscita proprio quando i capi vengono meno alla loro missione. Acab tentò di mescolare il culto del vero Dio con quello di Baal, ma Dio risponde con una siccità che dimostra l’impotenza di questo falso dio della pioggia e della fertilità. Il male entra spesso gradualmente, attraverso il compromesso.
L’allontanamento di Elia verso l’est del Giordano è un segno che il popolo, pur restando nella Terra Promessa, si è spiritualmente allontanato dall’alleanza con Dio. Anche oggi esistono forme moderne di culto di Baal: la pornografia, il libertinismo sessuale, l’idea che i propri desideri determinino la verità e la morale, oppure la fiducia riposta nei poteri politici come se fossero dei salvatori.
La risposta si trova nel Salmo: “Il nostro aiuto è nel nome del Signore.” Gesù ci mostra dove si trova la vera felicità: nelle Beatitudini. Essere poveri in spirito, miti, misericordiosi, puri di cuore e perseveranti nelle persecuzioni per amore di Cristo. Come Elia fu perseguitato per aver annunciato la Parola di Dio, così anche noi siamo chiamati a fare la volontà del Signore e a servire l’unico vero Dio.
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