Miei cari fratelli e sorelle in Cristo, le letture di oggi ci parlano della necessità della conversione personale prima di poter aiutare gli altri ad avvicinarsi al Signore. San Paolo sente profondamente la responsabilità di predicare il Vangelo: «Guai a me se non annuncio il Vangelo!» (1 Corinzi 9,16). Ma Paolo non considera la predicazione un'occasione per ottenere riconoscimento. Il Vangelo gli è stato affidato come un dono, e per questo egli arriva a dire: «Pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero» (1 Corinzi 9,19).
Prima di andare verso gli altri, dunque, dobbiamo diventare noi stessi servi e permettere allo Spirito Santo di continuare ogni giorno l'opera della nostra conversione.
Nel Vangelo Gesù domanda: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso?» (Luca 6,39). Le buone intenzioni non bastano. Se voglio guidare un'altra persona, devo prima vedere chiaramente dove sto andando io stesso.
Per questo Gesù utilizza l'immagine della pagliuzza e della trave. Prima di occuparmi della debolezza del mio fratello, devo guardare con sincerità alla mia vita.
San Francesco ci offre un insegnamento particolarmente bello. Nella sesta Ammonizione scrive: «È vergogna per noi, servi di Dio, che i santi abbiano compiuto le opere e noi vogliamo ricevere gloria e onore soltanto raccontandole.»
Questo è un pericolo anche nella vita religiosa e nella predicazione: diventare molto bravi a spiegare agli altri ciò che il cristianesimo richiede, senza vivere noi stessi ciò che predichiamo.
Paolo dice: disciplino e alleno me stesso. Gesù dice: togli prima la trave dal tuo occhio. Francesco dice: non accontentarti di raccontare ciò che hanno fatto i santi.
Chiediamo allora al Signore di aiutarci ad abbracciare umilmente il nostro cammino di santificazione. Solo allora ciò che portiamo dentro di noi potrà traboccare e diventare una benedizione anche per gli altri.
Dio onnipotente vi benedica, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Amen.
Andate in pace.
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