Oggi celebriamo la memoria di Sant'Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù. La sua vita ci insegna che la santità nasce quando permettiamo a Cristo di trasformare completamente la nostra vita. Nato nel 1491 nei Paesi Baschi, Ignazio sognava la gloria militare. Ma una grave ferita riportata nella battaglia di Pamplona cambiò il corso della sua esistenza. Durante la convalescenza lesse la Vita di Cristo e le vite dei santi, scoprendo che i sogni mondani lasciavano il cuore vuoto, mentre seguire Cristo donava una pace duratura. Da questa esperienza nacque il suo celebre discernimento degli spiriti.
Dopo un tempo di preghiera e penitenza a Manresa, raccolse alcuni compagni, tra cui San Francesco Saverio e San Pietro Favre. Nel millecinquecentoquaranta Papa Paolo III approvò la nuova Compagnia di Gesù. Il loro motto divenne Ad Maiorem Dei Gloriam — Per la maggior gloria di Dio.
Tra Sant'Ignazio e San Francesco d'Assisi esistono sorprendenti somiglianze. Entrambi sognavano la gloria umana, entrambi si convertirono dopo una grande sofferenza, rinunciarono alle ricchezze e dedicarono la loro vita interamente a Cristo. San Francesco rinnovò la Chiesa attraverso la povertà evangelica; Sant'Ignazio attraverso l'educazione, il discernimento e la missione.
San Paolo ci ricorda oggi: «Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio.» (1 Corinzi 10,31) Questo riassume perfettamente la spiritualità ignaziana: trasformare ogni azione quotidiana in un atto d'amore per Dio.
Nel Vangelo Gesù dice: «Chi non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.» (Luca 14,27) E ancora: «Chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.» (Luca 14,33)
Il Signore non ci chiede semplicemente di possedere meno, ma di non lasciare che nulla prenda il posto di Dio nel nostro cuore. Come Sant'Ignazio e San Francesco, anche noi siamo chiamati alla libertà interiore, mettendo Cristo al primo posto.
Quando consegniamo tutto a Lui, non perdiamo nulla di ciò che conta davvero, ma troviamo il tesoro più grande: Gesù Cristo, nostro Dio e nostro tutto. Amen.
Add comment
Comments