In questa bellissima Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, la Chiesa ci invita a contemplare quanto Dio ci ama e quanto la sua misericordia rimanga per sempre. Nel libro del Deuteronomio ascoltiamo che Dio non ha scelto Israele per la sua grandezza, ma semplicemente perché lo amava. Egli ha posto il suo Cuore sul suo popolo non per i suoi meriti, ma per amore.
San Giovanni ci conduce ancora più in profondità quando afferma che non siamo stati noi ad amare Dio per primi, ma che è stato Lui ad amarci. Dio non è soltanto amorevole: Dio è amore. La salvezza nasce dalla sua iniziativa, dal suo desiderio di venirci incontro e di cercarci.
Se vogliamo sapere com'è Dio, dobbiamo guardare a Betlemme, al Calvario, all'Eucaristia e al Sacro Cuore trafitto. In tutte queste realtà vediamo la stessa umiltà divina. Gesù descrive il proprio Cuore dicendo: «Imparate da me, che sono mite e umile di cuore». Questa è la rivelazione più profonda del Cuore di Dio.
Il Vangelo si conclude con l'invito che continua a risuonare per ogni uomo e donna: «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò ristoro». Il Sacro Cuore è la risposta di Dio alle inquietudini, alle ferite e alle stanchezze del mondo. Continuiamo ad aggrapparci a Lui attraverso la preghiera, i sacramenti e l'amore reciproco.
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